Errori più comuni nella dichiarazione delle criptovalute nell'IRPF
Dopo aver analizzato migliaia di dichiarazioni crypto, ecco gli errori che compaiono più frequentemente e che possono costarti sanzioni o farti pagare più del dovuto.
Errore 1: Non dichiarare gli scambi crypto-crypto
Molti investitori credono che si debba dichiarare solo quando si "preleva in euro". Scorretto. Ogni scambio tra criptovalute (BTC per ETH, ETH per SOL…) è una cessione che genera un fatto imponibile al momento dello swap.
Errore 2: Utilizzare il prezzo medio invece del FIFO
La AEAT esige il metodo FIFO. Se calcoli il tuo guadagno usando il prezzo medio di acquisto, il risultato sarà diverso (ed errato). Ciò può comportare sia pagare di più che pagare di meno — e la AEAT verificherà sempre il metodo utilizzato.
Errore 3: Non includere le commissioni
Le commissioni di acquisto riducono il costo di acquisizione futuro (aumentano il guadagno se vengono dimenticate). Quelle di vendita riducono il valore di cessione. Dimenticare le commissioni può significare pagare più tasse del necessario.
Errore 4: Trattare i propri trasferimenti come vendite
Se esporti la cronologia di un exchange e non colleghi i trasferimenti verso i tuoi altri wallet, questi appariranno come vendite senza il corrispondente acquisto, generando falsi guadagni enormi.
Errore 5: Non dichiarare lo staking e gli airdrops
Le ricompense di staking e gli airdrops sono redditi dichiarabili nell'anno in cui vengono ricevuti, non quando vengono venduti. Ometterli costituisce evasione fiscale, anche se involontaria.
Errore 6: Non riportare le perdite degli esercizi precedenti
Le perdite crypto possono essere riportate fino a 4 anni. Se nel 2022 hai avuto perdite e non le hai compensate correttamente, è possibile che tu stia pagando di più nel 2023, 2024 e 2025.
Errore 7: Mescolare i redditi della base generale e del risparmio
Le plusvalenze derivanti dalla cessione di crypto confluiscono nella base del risparmio. Le ricompense di staking e gli airdrops senza controprestazione possono confluire nella base generale. Mescolarli nelle caselle errate genera errori nella liquidazione.
Errore 8: Non presentare i Modelli 172 e 173
Sono dichiarazioni informative obbligatorie dal 2023. Non presentarle, anche se presenti regolarmente l'IRPF, può comportare sanzioni aggiuntive e attirare l'attenzione della AEAT.
Errore 9: Ignorar le crypto in DeFi e nei propri wallet
Molti utenti riportano solo ciò che si trova sugli exchange centralizzati, dimenticando i propri hardware wallet, le posizioni DeFi o i token nei protocolli. La AEAT incrocia sempre più dati provenienti dalla blockchain.
Errore 10: Aspettare l'ultimo momento
I dati degli exchange richiedono tempo per essere esportati e processati. Iniziare ad aprile è troppo tardi se hai centinaia o migliaia di transazioni. Prepara le informazioni a partire da gennaio.
Conclusione
La maggior parte di questi errori si evita con tre accorgimenti: un registro completo dal primo giorno, l'uso corretto del metodo FIFO e uno strumento specializzato che automatizzi il calcolo e generi il report pronto per la dichiarazione.


