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Donazioni di criptovalute in Spagna: fiscalità

Donare criptovalute attiva l'imposta sulle donazioni per il ricevente e può generare una plusvalenza per il donante. Guida completa.

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Donare criptovalute attiva l'imposta sulle donazioni per il ricevente e può generare una plusvalenza per il donante. Guida completa.

Donazioni di criptovalute in Spagna: fiscalità

Donare criptovalute a un familiare, amico o ente di beneficenza ha implicazioni fiscali sia per chi dona che per chi riceve. E sono più complesse di quanto sembri.

Per il donante: IRPF

Quando doni criptovalute, l'AEAT considera che avvenga una transmisión (cessione) dell'asset. Il donante deve dichiarare la plusvalenza o minusvalenza patrimoniale calcolata come:

Plusvalenza = Valore di mercato alla data della donazione − Costo di acquisizione FIFO

Anche se non hai ricevuto denaro in cambio, la donazione è tassata come se avessi venduto al prezzo di mercato di quel giorno.

Esempio:

  • Possiedi 0,1 BTC acquistati a 5.000 € (totale).
  • Li doni quando BTC vale 90.000 € (0,1 BTC = 9.000 €).
  • Devi dichiarare una plusvalenza patrimoniale di 9.000 − 5.000 = 4.000 € nel tuo IRPF.

Per il ricevente: Impuesto de Sucesiones y Donaciones

Chi riceve la donazione paga l'Impuesto sobre Sucesiones y Donaciones (ISD), gestito dalle CC.AA.

L'aliquota varia enormemente in base a:

  • La comunità autonoma in cui risiede il donatario.
  • L'importo donato.
  • Il grado di parentela tra donante e donatario.

A Madrid o in Andalusia, le donazioni tra ascendenti/discendenti sono fortemente agevolate. In altre CC.AA. l'aliquota può raggiungere il 34% o più.

Costo di acquisizione per il donatario

Il ricevente acquisisce le cripto con un costo di acquisizione pari al valore dichiarato nell'ISD (il valore di mercato alla data della donazione).

Se successivamente vende le cripto, la sua plusvalenza patrimoniale sarà calcolata su tale costo, non su quello originale del donante.

Donazioni a enti senza scopo di lucro

Se doni cripto a una ONG o a un ente di beneficenza riconosciuto dalla LO 49/2002:

  • Il donante può detrarre l'80% dei primi 150 € e il 35% del resto dalla quota dell'IRPF.
  • L'ONG non paga l'ISD (esente).
  • Il donante continua a essere tassato sulla plusvalenza patrimoniale nell'IRPF, ma può compensarla con la detrazione.

Conclusione

Donare cripto non è fiscalmente neutro. Il donante paga per la plusvalenza latente come se vendesse, e il ricevente paga l'ISD. Solo nelle donazioni a ONG con benefici fiscali può avere un senso economico. Per le donazioni tra familiari, fai bene i calcoli prima di agire.

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