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L'AEAT può indagare sulle tue criptovalute? Segnali di allerta

Quando l'AEAT mette nel mirino gli investitori crypto, quali segnali attivano le ispezioni e come proteggersi legalmente di fronte a un possibile controllo.

Equipo declaracrypto·April 15, 2026·6 min read

L'AEAT può indagare sulle tue criptovalute? Segnali di allerta

La risposta breve è: sì, può farlo, e lo fa con frequenza e sofisticazione sempre maggiori. Capire cosa attiva le indagini ti aiuta a mantenere una posizione fiscale solida.

Fonti di informazione dell'AEAT sulle crypto

Modelli 172 e 173

Dal 2023, tutti gli exchanges che operano in Spagna comunicano obbligatoriamente all'AEAT i saldi dei propri utenti (172) e le operazioni effettuate (173). L'AEAT incrocia questi dati con il tuo IRPF.

Modelo 721

La dichiarazione delle criptovalute su exchanges esteri che superano i 50.000 € permette all'AEAT di avere una mappa degli asset offshore.

DAC8 (dal 2026)

Scambio automatico di dati con tutti i paesi dell'UE. Gli exchanges europei comunicheranno automaticamente le operazioni dei contribuenti spagnoli.

Blockchain analytics

L'AEAT dispone di strumenti di analisi blockchain (Chainalysis, Elliptic o equivalenti) per tracciare le transazioni pubbliche on-chain, specialmente per i wallet associati ad account verificati sugli exchanges.

Segnali di allerta che attirano le ispezioni

  1. Grande discrepanza tra il patrimonio dichiarato in IRPF/IP e i saldi comunicati dagli exchanges nel modello 172.
  2. Plusvalenze omesse: se l'exchange ha comunicato 200.000 € in operazioni chiuse in profitto e il tuo IRPF non le riflette.
  3. Flussi bancari incoerenti: entrate sul conto provenienti da exchanges o P2P senza giustificazione nella dichiarazione.
  4. Mancata presentazione del 720/721 pur avendo asset all'estero sopra la soglia.
  5. Variazione improvvisa del patrimonio non giustificata dai redditi dichiarati.
  6. Denunce di terzi (ex soci, ex dipendenti…).

Cosa può fare l'AEAT?

  1. Richiesta di informazioni: ti viene chiesto di giustificare determinate transazioni o di fornire documentazione aggiuntiva.
  2. Controllo limitato: revisione di un elemento specifico della dichiarazione.
  3. Ispezione completa: indagine approfondita su diversi esercizi.
  4. Atto di accertamento con sanzione: se viene rilevato un occultamento doloso, la sanzione può arrivare al 150% dell'imposta evasa, oltre agli interessi di mora.

Prescrizione: 4 anni (o 10 in casi gravi)

In generale, l'AEAT può indagare sugli ultimi 4 anni. Tuttavia, in caso di frode o occultamento, il termine si estende fino a 10 anni.

Come proteggersi

  1. Dichiara sempre, anche se non sei sicuro dell'importo esatto. Una dichiarazione errata è meno grave di un'omissione.
  2. Conserva tutta la documentazione per almeno 10 anni.
  3. Non effettuare rettifiche manuali senza supporto documentale.
  4. Regolarizza volontariamente se hai commesso errori negli anni precedenti (riduce significativamente le sanzioni).

Conclusione

L'AEAT non effettua ispezioni a caso; utilizza algoritmi di rischio che incrociano molteplici fonti di dati. Se le tue dichiarazioni sono coerenti con le informazioni già in loro possesso, il rischio di ispezione è minimo. Se ci sono discrepanze, è solo questione di tempo.

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